La Chiesa Palmariana: apocalisse, sigilli e campane stonate

Nel panorama delle religioni nate da una folata di incenso troppo denso o da un’apparizione avvenuta subito dopo pranzo, la Chiesa Cattolica Palmariana del Sacro Volto occupa un posto d’onore. Una setta? Un culto? Un Vaticano alternativo con tanto di papamobile a noleggio? Una cosa è certa: chi cerca il vero surreale in salsa cattolica non deve guardare a Dan Brown, ma a El Palmar de Troya, una località nel profondo sud della Spagna, tra ulivi, sole cocente e allucinazioni mistiche in alta definizione.

Tutto comincia nel marzo del 1968. A El Palmar, nei pressi di Siviglia, quattro ragazzine dicono di aver visto la Vergine Maria apparire sopra un albero di fichi. E uno potrebbe pensare: “Beh, cose che succedono”. Ma qui la faccenda diventa virale, edizione pre-Internet: folle di pellegrini iniziano a radunarsi, miracoli dichiarati senza ricevuta fiscale e veggenti che iniziano a moltiplicarsi più velocemente dei pani e dei pesci. Si crea un culto spontaneo che, nel tempo, comincia a strutturarsi. Fino a quando entra in scena il vero protagonista della soap mistica: Clemente Domínguez y Gómez.

Clemente, ex contabile con propensioni visionarie, riceve apparizioni della Madonna, di Gesù, di santi, beati, arcangeli e perfino dell’Onnipotente con tanto di agenda dettagliata degli eventi futuri. Clemente non si limita a sussurrare i messaggi divini: li trascrive, li pubblica, li diffonde. Un mistico con ufficio stampa. Nel 1975 fonda la Chiesa Cattolica Palmariana del Sacro Volto, presentandola come l’unica vera Chiesa, dato che – a suo dire – il Vaticano ha deviato dalla verità dopo il Concilio Vaticano II. Un po’ come se Apple dichiarasse Android eretico e fondasse un suo universo parallelo. Anzi peggio, perché qui si parla di dogmi, salvezza eterna e scomuniche a pioggia.

Nel 1978, dopo la morte di Paolo VI, Domínguez riceve la sua promozione celeste definitiva: secondo le sue visioni, Dio lo ha nominato Papa con il nome di Gregorio XVII, bypassando completamente il Conclave. È il primo esempio documentato di auto-conclave mistico. Una scelta a metà tra la proclamazione di Napoleone e la scalata del fantasy alla Tolkien: nessun cardinale, nessun voto, solo lui, Dio e una visione notturna.

Da lì, parte la costruzione della Cattedrale-Bunker di El Palmar, fortificata come una base militare, circondata da mura, sorvegliata da guardie armate e completamente chiusa al mondo esterno. I fedeli possono entrare solo con permesso e lasciando il cervello (e la famiglia) fuori dal cancello. Lì dentro, tra ostentazione e isolamento, si svolge il culto palmariano: messe in latino, rituali pre-conciliari, vesti liturgiche da operetta barocca e un fervore apocalittico in stile “la fine del mondo è domani, ma ci vestiamo bene lo stesso”.

Clemente-Gregorio XVII governa fino al 2005, tra una visione e l’altra, proclamando santi a raffica (tra cui Franco, José Antonio Primo de Rivera e persino Cristoforo Colombo), scomunicando papi e leader mondiali, riscrivendo la storia della Chiesa a sua immagine e somiglianza. Nel frattempo, la Palmariana si dota di un proprio diritto canonico, un proprio codice morale (assolutamente rigido), e impone regole degne del miglior medioevo: divieto di televisione, musica profana, pantaloni per le donne, matrimonio solo tra fedeli, lettura proibita di qualsiasi testo non approvato (incluso internet, ovviamente), e una rigida separazione dal mondo esterno.

Con la morte di Clemente nel 2005, prende il potere Manuel Corral come Pedro II, altro papa eletto senza nemmeno la fatica di dover organizzare un conclave. Ma la vera bomba arriva nel 2016, quando il quarto papa palmariano, Gregorio XVIII (Ginés Jesús Hernández), abbandona la setta, chiede scusa pubblicamente, si riconcilia con la Chiesa Cattolica Romana e denuncia il tutto come una farsa spirituale a base di manipolazioni e soldi.

In un’intervista a El Español, l’ex papa palmariano ha dichiarato:

“Non ero un vero papa, ma un burattino in mano a un sistema chiuso, settario e pericoloso”
Fonte: El Español, 2016

Hernández, uscito dalla setta insieme a una ex suora palmariana (che ha poi sposato civilmente), è stato accusato dai suoi ex colleghi di furto e tradimento. La risposta dell’ex papa? Pubblicare un libro-denuncia, aprire un profilo Facebook (blasfemo secondo i canoni palmariani) e raccontare le stranezze del regime: donazioni milionarie usate per mantenere il lusso degli alti prelati, controllo mentale sui fedeli, abusi spirituali e psicologici.

La Chiesa Palmariana è oggi guidata da Pietro III, che nega ogni accusa e continua a sostenere che Roma è caduta nell’apostasia e che l’unico pontefice legittimo è lui. I fedeli sono stimati tra i 1.000 e i 2.000 in tutto il mondo, ma i numeri ufficiali non sono verificabili, dato che l’organizzazione non pubblica bilanci né numeri. Il sito ufficiale è https://www.vaticanocatolico.com, una miscela di latino liturgico e minacce escatologiche in HTML.

Cosa credono i palmariani oggi?
In breve:
– Che la Chiesa di Roma sia caduta con Giovanni XXIII;
– Che Paolo VI sia stato imprigionato e sostituito da un sosia (teoria del doppio);
– Che solo i papi palmariani siano legittimi;
– Che l’Apocalisse sia imminente;
– Che chiunque non segua la Palmariana è dannato per sempre (e anche senza sconti Black Friday).

Qualche luce? Forse. Ma piccola.
Alcuni ex membri, nonostante la dura critica, riconoscono un certo zelo e ordine nella liturgia. Il rito palmariano è infatti una specie di sogno per i nostalgici della messa tridentina, con paramenti ricamati, incensi a cascata e corali gregoriani. Eppure, come insegna ogni sacrestano saggio, il problema non è l’abito, ma ciò che ci metti dentro.

L’ombra invece è vasta e documentata: isolamento dei membri dalla famiglia, alienazione sociale, obbligo di tagliare i contatti con chi lascia la setta, obblighi finanziari pesantissimi (i fedeli devono versare almeno il 10% del reddito), e una teologia che rifiuta qualsiasi critica o dialogo. L’Associazione spagnola RedUNE (che si occupa di abusi settari) ha più volte segnalato i rischi del movimento palmariano, definendolo “una struttura chiusa e coercitiva” Fonte: RedUNE.

Nel 2018, la polizia spagnola ha arrestato due ex membri accusati di tentato furto nella sede della Chiesa, tra cui l’ex papa Hernández, che sosteneva di voler “recuperare documenti compromettenti”. Il tribunale li ha assolti, ma l’episodio ha acceso di nuovo i riflettori su El Palmar, dimostrando che dietro le mura sacre si celano dinamiche tutt’altro che divine.

L’estetica della Chiesa Palmariana è un incrocio tra una versione ultracattolica di Las Vegas e una puntata di Black Mirror. Statue, affreschi di papi palmariani glorificati, troni dorati, paramenti scintillanti, riti quotidiani visibili solo agli “eletti” – e un sistema di regole interne più severo del codice di Hammurabi. Se uno volesse partecipare alla messa, dovrebbe prima ricevere approvazione scritta, superare un controllo identità e giurare fedeltà assoluta al papa di El Palmar. Altro che confessione dei peccati, qui si inizia confessando la password del Wi-Fi.

La dottrina morale è un mix di ossessione e controllo:
– È vietato usare internet, guardare film o ascoltare musica non sacra;
– Le donne devono vestire in modo “modestissimo”, coprendosi capelli e gambe;
– È proibito mangiare con “infedeli”;
– Le famiglie sono sorvegliate da “delegati” che riferiscono tutto alla gerarchia.

Tutto ciò ha portato numerose famiglie a denunciare la perdita di contatto con parenti entrati nella setta. Ex membri parlano di anni passati nel terrore di “dannarsi” per aver pensato con la propria testa. Il culto della personalità attorno a Gregorio XVII, il fondatore, ha portato alla canonizzazione automatica dopo la sua morte e alla costruzione di un culto a metà tra la religione e la monarchia assoluta.

Eppure la Chiesa Palmariana resiste. Anzi, rilancia. Con video su YouTube, lettere pastorali contro l’ONU, il papa “eretico” di Roma (oggi Leone XIV) e i governi mondiali. Tutti marchiati come strumenti di Satana. Alla faccia della misericordia.

Nel 2022, alcuni studiosi spagnoli dell’Università di Granada hanno classificato la Chiesa come culto di tipo settario con caratteristiche di isolamento e controllo mentale, segnalando la mancanza di trasparenza e l’opacità nei flussi economici interni Fonte: Diario de Sevilla, 2022.

In conclusione: la Chiesa Palmariana è uno di quei fenomeni religiosi che dimostra quanto potente possa essere la fede… quando incontra delirio, isolamento e leadership autoritaria. Una parabola moderna su come si possa costruire un Vaticano personale dal nulla, con un po’ di visioni, un terreno in Andalusia, e tanta sete di potere spirituale.

Non siamo qui per giudicare la fede di nessuno. Ma se il messaggio di Cristo era quello dell’amore, del perdono e della comunione, è difficile ritrovarlo dietro un cancello chiuso con codice d’accesso. Il Vangelo, per quanto ci risulta, non menzionava la necessità di badge.

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Il Venerabile Ordine del Biscotto Spezzato è un blog ironico e contemplativo, dove spiritualità e dolcezza si incontrano tra briciole e riflessioni. Qui si parla di religione nel mondo, ma anche di quanto tutte le religioni siano, in fondo, invenzioni umane. Il vero divino? Lo troviamo nella natura, nel silenzio, nei piccoli gesti, e sì… anche nei biscotti che si rompono prima d’essere inzuppati. Il tono è rilassato, a volte filosofico, spesso scanzonato. C’è spazio per miti, leggende, cammini spirituali e passeggiate nei boschi. Niente fanatismi, solo morbide illuminazioni. Un luogo per chi cerca domande più che risposte, conforto più che verità. Prenditi una pausa, spezza un biscotto e leggi in pace.

~ Sergio De Amicis

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